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1 Reclamo

InPost Italia - Pratica commerciale scorretta per INPOST che millanta consegne a domicilio

  • 04 Nov 2025
  • #667
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Un fornitore ha affidato la spedizione di un mio acquisto alla S.r.L.U INPOST: l'origine di tutti i mali:
- 16 ottobre 2025: Ordine eseguito;
- 20 ottobre 2025: INPOST afferma di aver effettuato un tentativo di consegna a domicilio alle ore 20,36 (!?) ma di non aver potuto consegnare il pacco per assenza del destinatario (a quell'ora in casa si cena);
- 21 ottobre 2025: INPOST afferma di aver effettuato un secondo tentativo di consegna a domicilio alle ore 21,19 (!?) per assenza del destinatario (a quell'ora stiamo ancora masticando).
Morale della favola: il pacco, voluminoso e pesante, visto che “a casa mia non c’era nessuno”, finisce in un punto di ritiro situato entro 5 chilometri (RIPETO: CINQUE CHILOMETRI) dal mio domicilio dove io potrò andare “comodamente" a ritirarlo.

L'ordine prevedeva la consegna a domicilio, ma evidentemente INPOST la pensava diversamente.
Già dalla primo "millantato" tentativo di consegna mi sono premurato di comunicare a INPOST che il tentativo non era stato effettuato e che ero stato tutto il giorno in casa, come pure prima del "millantato" secondo tentativo, intuendo che sarebbe successa la stessa cosa. Come infatti è avvenuto.

Nei giorni 20 e 21 ottobre non ho lasciato la mia abitazione neanche per un minuto, peraltro a causa di forza maggiore, il citofono funziona regolarmente e in casa nessuno è sordo.

Non ci sono molte altre spiegazioni se non la malafede di chi viene pagato per svolgere un servizio che non svolge, scaricando per di più la responsabilità sul destinatario, che diventa l'ottimo capro espiatorio di un un agire indegno e vergognoso.

Hanno completamente ignorato le mie mail, nelle quali garantivo la mia presenza e che avrei aspettato la consegna (la quale, secondo un'operatrice telefonica della Società, sarebbe potuta avvenire entro max le ore 20,00 – e non le 21,10 o le 20,36), cosa che induce ragionevolmente a pensare che la politica della Ditta sia quella di consegnare nei punti di ritiro: più economico e più veloce, ma ma molto meno corretto.

Ho scritto al venditore visto che dopo 20 giorni non ho ancora ricevuto il pacco a domicilio per informarlo che non posso e non voglio sobbarcarmi l’onere per me gravoso di andarmelo a prendere in un punto ritiro qualsiasi, senza però ottenere soddisfacenti riscontri.

Nel frattempo ho inviato una PEC al suddetto e una all’AGCM per pratica commerciale scorretta, mentre risultano vane le mail inviate all’assistenza InPost che ai reclami risponde automaticamente, sempre con la stessa tiritera, anche se gli scrivi “Oggi è una bella giornata”, loro rispondono : “Ci scusiamo sinceramente per il disagio che stai affrontando. Abbiamo preso in carico la tua richiesta e il nostro team sta lavorando con la massima attenzione per risolvere il problema prima possibile.”

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